Grazie Iran, ma lascia stare! (Anche Hamas si domanda quale convenienza politica ci sia nella decisione della Repubblica Islamica di scortare aiuti umanitari a Gaza)

June 9, 2010 at 12:27 pm Leave a comment

di Haitham Sabbah, tradotto in italiano da Diego Traversa di Gulagnik

Come forse avrete sentito, l’Iran si è offerto per inviare navi cariche di aiuti a Gaza. Come dichiarato a Tehran, “la Mezzaluna iraniana ha deciso di inviare a Gaza, questa settimana, due navi cariche di aiuti e ha invitato i volontari a contribuire come soccorritori e ad accompagnare le imbarcazioni”, ha affermato l’agenzia stampa di stato IRNA.

Inoltre, “le Guardie della Rivoluzione iraniana sono pronte a scortare le imbarcazioni per gli aiuti a Gaza se la guida suprema del paese, l’Ayatollah Ali Khamenei, lo decidesse”, ha detto domenica un portavoce di Khamenei.

“Le forze navali delle Guardie rivoluzionarie sono completamente preparate a scortare le imbarcazioni della libertà e della pace che trasportano aiuti umanitari provenienti da tutto il mondo e diretti a Gaza”, ha detto Ali Shirazi, ufficiale navale di Khamenei, all’agenzia stampa  Mehr.

“Se al riguardo lo stimato leader della Rivoluzione (Khamenei) dà ordine alle forze navali delle Guardie rivoluzionarie, faranno un’azione concreta nel impiegare le loro capacità e i loro equipaggiamenti per scortare la flottiglia a Gaza”, ha riferito.

Come hanno sempre fatto riguardo al conflitto palestinese, gli iraniani cercano di sfruttare la condizione dei palestinesi a loro vantaggio. La “liberazione della Palestina” è sempre stata parte integrante della propaganda della “Rivoluzione islamica iraniana”. Ma se date un’occhiata alle realtà sul terreno, non hanno mai fatto niente di buono per la Palestina e i palestinesi fuorché alzare la voce e sventolare bandiere palestinesi nelle loro saltuarie manifestazioni di piazza. A parte questo, hanno dato appoggio e ancora appoggiano Hamas con finanziamenti quasi inesistenti, quel tanto che basta a mantenerli in vita di fronte ad altri partiti palestinesi. Se questo sia positivo o meno è opinabile ma in linea generale chi non sostiene Hamas non vede niente di buono in questo rapporto che, al contrario, ha sempre costituito, per loro, un valido motivo per stare lontani da Hamas stesso in modo da non venir tacciati come sostenitori dell’Iran.

Ora, diciamo le cose come stanno. Noi non siamo contrari ai diritti legittimi dell’Iran. Come ogni nazione in terra, rispettiamo e accettiamo qualsiasi governo che sia la voce del suo popolo, cioè, un governo eletto democraticamente, ma questo non è il caso. D’altra parte, non siamo per niente contrari a qualunque aiuto offerto ai palestinesi, ma dovremmo sempre porci, quando si ha a che fare con qualcosa che riguarda la nostra lotta, una semplice domanda: a quale prezzo?

L’Iran è al centro di pressioni internazionali a causa del suo programma nucleare, quindi la questione della Gaza Freedom Flotilla e tutte le reazioni favorevoli che i palestinesi stanno ricevendo come conseguenza della stupidità israeliana diventeranno una miniera d’oro per la macchina della propaganda iraniana nel momento in cui ne avranno bisogno. Ma chi ci crederà? A quel che sembra, anche Hamas ha capito che, al di là delle apparenze, se accettasse quest’offerta, le tensioni nella regione verrebbero esacerbate. Stando alla fonte Stratfor:

7 Giugno 2010

Hamas ha rifiutato la richiesta delle Guardie della Rivoluzione iraniana di scortare le imbarcazioni per rompere l’assedio inflitto a Gaza, affermando di non desiderare ulteriori tensioni nella regione, ha riferito Al Sharq Al Awsat il 7 giugno. Il legislatore di Hamas Jamal al Khrzi ha detto che l’organizzazione non vuole nessun  intervento armato che potrebbe portare ulteriore tensione nella regione o comportare che autorità civili vengano a Gaza per mezzo di attività militari.

E questo è come è apparsa la notizia su sito di Al Sharq Al Awsat:

 

Traduzione:

Mentre le Guardie della Rivoluzione iraniana si sono offerte di scortare le “navi di Gaza”, il movimento di Hamas ha rifiutato qualsiasi interferenza militare a riguardo della questione delle navi che stanno cercando di rompere l’assedio contro Gaza. Il legislatore di Hamas Jamal al Khodari ha detto a “Al Sharq Al Awsat” che Hamas non vuole nessun intervento militare[…]. 

Allora vediamo, chi è che vuole che l’assedio su Gaza finisca? Tutti, eccetto i sionisti! Ma se l’Iran s’intromette in questa ondata generale di sostegno che chiede la fine dell’assedio, chi avrà un motivo più valido per rendere l’assedio ancor più soffocante e tenterà di giustificarlo? Ovvio, Israele! Loro affermano da sempre che l’Iran sta rifornendo Hamas di missili (cosa di cui nessuno, direttamente o meno, è mai stato testimone), e quale migliore pretesto da offrire ad Israele per opporsi alla fine dell’assedio? Ciò non farebbe che tornare utile alla loro propaganda.

La Palestina non ha mai rappresentato alcun interesse per l’Iran. Il conflitto ormai va avanti da decenni, quante volte l’Iran ha sparato un solo proiettile verso l’occupazione israeliana (letteralmente od ipoteticamente)? Mai! Tutto quel che loro cercano è visibilità e attenzione per sé e provocare, così da pensare poi di apparire come eroi.

Sfortunatamente, è la mancanza di un’azione positiva degli stati arabi che conferisce all’Iran uno spazio in cui inserirsi in questo gioco. Ma meglio tardi che mai. Tutti noi arabi speriamo che i nostri leader si decidano ad intraprendere azioni a favore della Palestina, magari anche soltanto una volta! E comunque dovrebbero essere azioni concrete, valide e sostenibili, per un cambiamento reale, e non inutili litanie.

Dovremmo tutti tenere presente che il movimento internazionale non riguarda l’Iran ma la Palestina! Non c’è bisogno di un’escalation della questione Iran fintantoché abbiamo il mondo che ci sostiene. Sappiamo ovviamente che il mondo non sostiene la propaganda iraniana che dice di voler inviare le proprie Guardie Repubblicane a rompere l’assedio. In realtà, dentro ognuno di noi c’è la consapevolezza che l’Iran non farà mai una cosa del genere. Ma dovremmo anche essere chiari.

Dovrebbe esser chiaro che noi non sosteniamo assolutamente una guerra all’Iran o l’interferenza nei suoi affari interni, e gli ufficiali iraniani farebbero bene a comprendere che il sostegno internazionale e pacifista all’Iran, in questo caso, non significa che gli attivisti sosterranno la loro egoistica propaganda a buon mercato.  Gli attivisti contrari alla guerra non sono così ignoranti da credere a questa gratuita bolla di sapone mediatica. Noi sosteniamo gli iraniani liberi, il popolo iraniano in generale, non un governo in particolare o i “rivoluzionari islamici” (sebbene nel mondo abbiano i loro sostenitori). Siamo contro la guerra e sempre lo saremo perché amiamo e sosteniamo gli iraniani, non la “Rivoluzione Islamica iraniana”. In realtà, gli ufficiali iraniani dovrebbero capire che questo gioco potrebbe costar loro un mucchio di sostegno, a livello internazionale.

Quindi, grazie Iran, ma non abbiamo bisogno del tuo aiuto umanitario.

Questo articolo è apparso in inglese su Palestine Think Tank http://palestinethinktank.com/2010/06/07/thanks-iran-but-no-thanks/

La traduzione potrebbe essere liberamente riprodotto, citando per intero l’autore, traduttore, fonte e fonte originale. Questa è una Gulagnik Traduzione.

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