Gli eroi della Mavi Marmara: una svolta nel pacifismo internazionale

June 7, 2010 at 10:37 pm Leave a comment

Tradotto da Gulagnik traduttrice Daniela FilippinDichiarazione dal New England Committee to Defend Palestine sugli eroi del Mavi Marmara.

Dai i resoconti più credibili che ci sono giunti di ciò che è avvenuto nelle prime ore del mattino durante l’attacco alla flottiglia del Free Gaza, sembrerebbe chiaro che i commando israeliani abbiano aggredito la nave-guida della flotta – la Mavi Marmara – aprendo il fuoco prima di abbordarla, in acque internazionali, e con ciò aspettandosi di sottometterne rapidamente il capitano ed i passeggeri, attraverso un’azione di brutale forza armata. Questa azione segue l’ormai noto modello di attacchi da parte di sionisti armati contro attivisti inermi, dall’investimento di Rachel Corrie con il bulldozer fino all’esecuzione con colpo di arma da fuoco, a bruciapelo, di Basem Abu Rahme.

Ma è altrettanto chiaro che stavolta gli eventi non abbiano seguito il solito copione: i passeggeri della Mavi Marmara si sono opposti. Decidendo che non erano disposti a permettere che la propria nave fosse illegalmente abbordata e sottoposta ad un’incursione in acque internazionali, hanno scelto di non farsi sparare, pestare, elettrizzare, rapire o torturare senza almeno opporre resistenza. I militari israeliani hanno giustificato l’uccisione di attivisti della flottiglia affermando che questi abbiano reagito in maniera “non-violenta” all’invasione armata della propria nave. Nei termini dettati dal colonialismo, l’autodifesa degli oppressi rende legittima la violenza omicida degli oppressori.

I commando hanno invaso la nave aprendo il fuoco. Nessuno sa quante vittime ci sarebbero state se gli attivisti non avessero opposto resistenza sul ponte della nave; è possibile che i militari avrebbero portato la propria sistematica strage avanti per tutta la nave, uccidendo a più non posso. Per come sono andate le cose, le immagini trasmesse alla TV turca mostrano i soldati raggruppati assieme, piegati su un lato del ponte con le armi spiegate. Addestrati principalmente a pestare e uccidere bimbi di nove anni che gettano pietre, parevano terrorizzati di fronte a degli adulti armati di null’altro che bastoni e pezzi di tubature.

La resistenza dei passeggeri a bordo della Mavi Marmara apre un nuovo capitolo nel movimento pacifista. La loro decisione di battersi si è dimostrata eroica. Hanno utilizzato qualsiasi mezzo avessero a disposizione – prevalentemente i proprio corpi inermi e il proprio coraggio – per opporsi a unità di commando fortemente armate. Il risultato è stato che i sionisti non hanno potuto assaporare la propria facile vittoria, quella che si erano aspettati. I militari avranno anche bloccato l’avanzata della flottiglia, ma stavolta le conseguenze sono state maggiori di quelle che potevano permettersi di pagare. L’operazione è risultata un fallimento in tutti i sensi, quasiasi possa essere il “pubblico” di fronte al quale la si presenta. La stampa israeliana ha reso noto che per i sionisti questa missione ha rappresentato un fallimento per via dei ferimenti nei loro ranghi. Questo fatto non può essere sottolineato abbastanza. Agli occhi della popolazione del colonizzatore razzista, non v’è limite alla distruzione e la brutalità che possono essere inflitte contro gli altri, ma si aspettano che questa distruzione venga inflitta in maniera altamente tecnologica e ben gestita, proteggendo se stessi da qualsiasi conseguenza. Questo è il motivo per il quale l’attacco del 2006 in Libano e quello di Gaza del 2008 rappresentano significative sconfitte.

Gli organizzatori del convoglio sapevano già in anticipo che i sionisti avrebbero usato la forza bruta per fermarli, ma hanno comunque coraggiosamente scelto di andare avanti, sfidando l’assedio. Molti degli attivisti – soprattutto i membri turchi – avevano annunciato la propria inamovibile intenzione a completare la missione, accettando il martirio in nome della Palestina come un onore. Il loro sangue ha sconfitto la spada degli israeliani. Hanno reso evidente ed esposto l’ipocrisia delle istituzioni della cosiddetta “legge internazionale”, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la “diplomazia” di Obama, e l’impegno europeo nei confronti dei “diritti umani”. Il loro sacrificio ha aperto un nuovo varco verso il sollevamento dell’assedio di Gaza, mostrando la via ad altri.

Coloro che hanno dato la propria vita sulla Mavi Marmara meritano di essere onorati fra i martiri della resistenza.

Cengiz Akyüz 41 Iskandarun, Turchia, sposato con tre figli
Ali Haydar Bengi 39 Diyarbakir, Turchia, sposato con quattro figli
Ibrahim Bilgen 61 Siirt, Turchia, sposato con sei figli
Furkan Dogan 19 Turco-americano. Ucciso in stile di esecuzione, a bruciapelo: cinque volte alla testa
Cevdet Kiliçlar 38 Giornalista di Kayseri, Turchia, sposato con due figli
Cengiz Songur 47, sposato con sette figli
Çetin Topçuoglu 54, Adana, Turchia, campione di Taekwando, sposato con un figlio
Fahri Yaldiz 43, Adiyaman, Turchia, pompiere, sposato con quattro figli
Necdet Yildirim 32, Malatya, Turchia, cooperante dell’IHH, sposato con un figlio

E’ apparso originalmente su http://palestinethinktank.com/2010/06/07/the-heroes-of-the-mavi-marmara-a-turning-point-for-international-solidarity-english-and-arabic/ in inglese e arabo.

La traduzione, da Daniela Filippin di Gulagnik può essere liberamente riprodotta, citando la traduttrice e la fonte.

Advertisements

Entry filed under: Activist Statements and Petitions, Israel, Italian, Palestine, Turkey. Tags: , , , , , , .

أبطال باخرة مافي مرمرة: نقطة تحوّل في التضامن الدولي Petition in Support of MK Hanin Zoabi

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Categories

Recent Posts

RSS Unknown Feed

  • An error has occurred; the feed is probably down. Try again later.

%d bloggers like this: